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Come il digitale può aiutare il settore fieristico

Le piccole e medie imprese italiane che hanno deciso di prendere parte agli eventi fieristici, hanno sempre sostenuto costi importanti, sia in termini di tempo, che economici e a livello di energie impiegate. La partecipazione a questo tipo di manifestazioni, tuttavia è sempre stato un buon investimento aziendale, sia nel passato che nel presente, poiché si tratta di un’occasione fondamentale per interagire con un pubblico il quale, nella quasi interezza, è interessato a conoscere direttamente le novità relative a un determinato campo o specifici operatori.

Il problema, tuttavia, sorge nel momento in cui le imprese e i professionisti devono tracciare un resoconto degli investimenti fatti e dei guadagni effettivi, ovvero dei risultati tangibili ottenuti e purtroppo non sempre questi ultimi rispondono alle reali aspettative. La soluzione a questo tipo di problema può essere trovata nella possibilità di affidarsi al sempre più prorompente l’utilizzo del digitale.

 

La digitalizzazione per far tornare centrali le fiere

La digitalizzazione è oggi un processo importante per consentire alle imprese di far conoscere il loro brand e i loro prodotti a più ampio spettro e anche all’estero, attraverso l’utilizzo di diversi canali web.

Le fiere dovrebbero mutare la loro identità diventando dei veri e propri marketplace, ovvero dei mercati virtuali dove le imprese possono mostrarsi, presentarsi, farsi conoscere e in taluni casi, anche vendere online. La fiera potrebbe diventare così una vetrina per permettere agli utenti interessati, quindi ai potenziali clienti, di essere anticipatamente informati sui partecipanti, di avere un modo per conoscere le offerte permettendo loro di risparmiare tempo, potendosi recare, ad esempio, direttamente nel merchant di reale interesse.

Il mercato fieristico che sta conoscendo la maggiore evoluzione anche in questo senso, è sicuramente quello asiatico, nel quale le fiere stanno mettendo in piedi dei marketplace collettivi, nei quali si possono reperire le informazioni di interesse sugli eventi, sulle fiere stesse, creando un vero e proprio e-commerce, sia BtoB che BtoC.

Questa processo di digitalizzazione non è una totale sostituzione al rapporto tra clienti e fornitori, tuttavia quest’ultimo può essere agevolato attraverso le informazioni sul web, le quali sono messe a disposizione dalla piattaforma online della fiera: si tratta di un ottimo modo per programmare e ottimizzare anticipatamente l’incontro tra i principali attori.

 

Digitalizzazione in Italia e all’estero

L’Italia purtroppo è un luogo ben noto per il fatto di recepire lentamente l’innovazione, incorrendo nel rischio di subire ritardi nella promozione del made in Italy; al contrario, da tempo altri Paesi esteri procedono spediti verso modernizzazione e digitalizzazione. Esiste un dato molto importante da non sottovalutare, che riguarda il fatto che le fiere del nostro Paese detengono ancora un giro d’affari intorno ai 60 miliardi di euro, movimentando ben il 50% delle esportazioni delle aziende partecipanti.

Ad esempio, la famosa Fiera di Francoforte è stata recentemente un grande esempio per tutte le altre fiere, poiché ha investito cifre importanti nel processo di modernizzazione dei quartieri espositivi, eliminando le code di ingresso che sono state sostituite dall’e-ticketing, potenziando le comunicazioni con il wi-fi, agevolando i percorsi interni attraverso l’uso della segnaletica digitale e facilitando il business matching.

Le fiere italiane, pertanto, sebbene siano capaci di smuovere una quantità notevole di denaro grazie alla loro forte competitività, si trovano a dover puntare celermente a un significativo processo di innovazione e di digitalizzazione. Le manifestazioni del nostro paese devono quindi proporre dei nuovi format, capaci di essere attrattivi per i visitatori che possono realmente avere un potere finanziario e devono facilitare le attività di networking degli operatori.

 

PMI espositrici nelle manifestazioni fieristiche

Abbiamo compreso quanto le fiere siano, tutt’oggi, uno strumento molto importante per il 75% delle piccole e medie imprese italiane che vogliono promuovere il proprio brand e crescere e, allo stesso tempo, quanto esse siano ancora molto indietro rispetto ai competitors esteri, nel processo di digitalizzazione. Gli espositori delle fiere, a loro volta, devono prendere coscienza di quanto sia necessario integrare il loro modo di fare marketing fieristico tradizionale con gli strumenti più rigorosamente digitali, in modo da attrarre un numero maggiore di visitatori e quindi di aumentare i potenziali acquirenti.

Prima che un’azienda o un professionista presenzino ad una manifestazione fieristica, è fondamentale che garantiscano la loro presenza online:

nelle pagine web della stessa fiera, le quali fungono da piattaforma di incontro tra espositori e visitatori, in modo da rendere nota l’offerta e i prodotti e da fissare gli appuntamenti che avranno poi luogo proprio durante la fiera;

sul sito personale dell’impresa e del professionista o sui social media, oggi potentissimi strumenti del marketing digitale, i quali sono i primi canali ai quali si rivolgeranno gli utenti interessati a fissare un appuntamento, ad avere informazioni, a prendere contatti, semplicemente cercandola online. Le imprese devono farsi trovare pronte e saper comunicare la loro proposta utilizzando la migliore comunicazione possibile.

Il processo di digitalizzazione deve riguardare sia l’evento in sé, sia tutto ciò che ne conseguirà, in modo da dare un seguito agli appuntamenti che sono stati fatti. Le persone interessate alla proposta delle PMI devono poter consultare online il loro catalogo e trovare informazioni su di essa, in modo da approfondire tutto ciò che è stato detto ma che potrebbe necessitare di ulteriori chiarimenti. Le fiere stesse devono organizzare la presenza digitale, prima di dar vita all’organizzazione dell’evento fieristico, durante lo svolgimento e dopo la loro conclusione.